Riduzione dei rischi idrogeologico, idraulico e costiero
Obiettivo dell’attività di progetto relativa alla riduzione dei rischi idrogeologico, idraulico e costiero nelle sette Regioni interessate è rafforzare la capacità del sistema di protezione civile di prevenire e gestire gli effetti degli eventi meteo-idrologici estremi, sempre più frequenti e intensi, anche a causa dei cambiamenti climatici.
In questo ambito, il progetto “CapRischio 21-27” punta a migliorare la prevenzione e la gestione di tali rischi attraverso la realizzazione di strumenti operativi e conoscitivi a supporto delle amministrazioni coinvolte.
In particolare, le attività mirano a:
- migliorare la conoscenza dei fenomeni naturali che possono essere aggravati dai cambiamenti climatici;
- rafforzare i sistemi di monitoraggio e di allertamento;
- migliorare la pianificazione di protezione civile a livello comunale, intercomunale e metropolitano;
- sviluppare scenari di evento e di rischio utili alla prevenzione e alla gestione delle emergenze;
- promuovere un presidio territoriale efficace per il controllo delle aree più esposte.
Particolare attenzione sarà dedicata ad alcune situazioni di criticità che possono amplificare gli effetti delle precipitazioni intense, come la presenza di corsi d’acqua tombinati nelle aree urbane, di piccole dighe o di aree percorse da incendi, dove il rischio idraulico può aumentare significativamente.
Gli obiettivi verranno raggiunti attraverso:
- il miglioramento dei prodotti già realizzati dal Dipartimento per il rischio idrogeologico e idraulico nell’ambito del “PON e Capacità Istituzionale 2014-2020”;
- la realizzazione di nuovi prodotti per il rischio costiero;
- l’applicazione dei prodotti realizzati in alcune grandi aree urbane, una per ciascuna delle sette Regioni interessate, individuate in accordo con le amministrazioni coinvolte;
- il recepimento dei prodotti realizzati da parte delle amministrazioni coinvolte attraverso atti formali.
Il progetto è coerente con gli indirizzi del “Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici” approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel dicembre 2023 e con gli indirizzi nazionali sulla pianificazione di protezione civile contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2021. Sono inoltre in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea in materia di resilienza alle catastrofi, definiti dalla Commissione Europea con la Raccomandazione dell’8 febbraio 2023.
Si riporta, a seguire, il dettaglio delle micro-attività.
Questa linea di attività prevede la realizzazione di un geodatabase dedicato agli eventi meteorologici e idrogeologici che negli ultimi 15 anni hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Il database raccoglierà informazioni meteorologiche, pluviometriche e idrometriche, insieme ai dati sugli effetti al suolo — come frane, allagamenti, esondazioni o mareggiate — e sui danni provocati a strutture, infrastrutture e ambiente.
Questa base informativa rappresenterà uno strumento fondamentale per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la capacità di prevedere e valutare i possibili scenari di evento e di danno. Il geodatabase sarà messo a disposizione del sistema di protezione civile, in particolare della rete dei Centri Funzionali e delle amministrazioni regionali e locali impegnate nelle attività di prevenzione.
Questa linea di attività prevede lo sviluppo di metodi e strumenti per elaborare scenari di evento e scenari di rischio, utili alla pianificazione di protezione civile a livello comunale, intercomunale e metropolitano.
Gli scenari consentiranno di individuare:
- i punti critici, ovvero i luoghi da monitorare per intercettare tempestivamente l’evoluzione di un evento potenzialmente pericoloso;
- i punti ad altissima vulnerabilità, dove l’incolumità delle persone e la sicurezza dei beni possono essere maggiormente compromesse.
Particolare attenzione verrà prestata alla presenza sul territorio di corsi d’acqua tombinati, soprattutto nelle zone urbane, di piccole dighe e di aree percorse da incendi.
A queste attività si affiancherà la definizione di procedure e modelli organizzativi per il Presidio Territoriale Idrogeologico e Idraulico a livello intercomunale, che, attraverso il monitoraggio diretto del territorio e l’individuazione di eventuali criticità, può fornire un supporto importante a decisioni rapide e interventi tempestivi.
Le metodologie sviluppate saranno sperimentate in sette aree pilota particolarmente esposte al rischio, nello specifico: cinque Città Metropolitane (Bari, Cagliari, Catania, Napoli e Reggio Calabria) e due ambiti provinciali (Campobasso e Matera).
Ai fenomeni che interessano le zone litoranee è dedicata un’ulteriore linea di attività, finalizzata al miglioramento della gestione del rischio costiero. A tale scopo saranno sviluppate linee guida, procedure e mappe per la definizione di scenari di evento e di rischio relativi alle frane nelle coste alte e ai fenomeni di mareggiata nelle coste basse.
Il progetto prevede inoltre la definizione di sistemi di monitoraggio, strumentale e osservativo, e di allertamento specifici per questi fenomeni e l’applicazione delle metodologie sviluppate in sette casi di studio, uno per ciascuna delle Regioni coinvolte.