Riduzione del rischio sismico

Obiettivo dell’attività di progetto relativa alla riduzione del rischio sismico è migliorare la sicurezza delle comunità e l’operatività del sistema di gestione dell’emergenza in caso di terremoto nelle sette Regioni interessate.

A tale scopo, saranno applicati modelli e metodi di analisi e di valutazione già definiti dal Dipartimento nell’ambito del “PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020” nel contesto degli Ambiti Territoriali Ottimali indicati dal Codice della protezione civile.

Gli Ambiti Territoriali rappresentano infatti il riferimento principale per le attività legate alla pianificazione di protezione civile, in particolare per l’individuazione e l’analisi del sistema strutturale di gestione dell’emergenza e per la valutazione della sua operatività, cioè dell’efficienza di strutture e infrastrutture in caso di crisi.

Si riporta, a seguire, il dettaglio delle micro-attività.

Quest’attività prevede prima di tutto la definizione del perimetro degli Ambiti Territoriali Ottimali, che comprende un insieme di Comuni limitrofi in cui le attività di riduzione del rischio ai fini di protezione civile, in particolare la pianificazione e la conseguente gestione dell’emergenza, sono esercitate in modo unitario.

Successivamente, si procede a identificare, per tutti gli Ambiti, il sistema delle strutture e infrastrutture essenziali, cioè l’insieme degli elementi fondamentali per la gestione dell’emergenza: gli edifici strategici (per il coordinamento, il soccorso sanitario e l’intervento operativo), le aree di emergenza (per l’ammassamento di mezzi e soccorritori e per il ricovero della popolazione), le infrastrutture viarie di accesso e connessione.

Le strutture e infrastrutture essenziali sono individuate a partire dalle analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), strumento che individua la condizione in cui un territorio colpito da un terremoto, nonostante danni fisici e funzionali, è comunque in grado di gestire l’emergenza garantendo operatività, accessibilità e connessione.

Sulla base dell’analisi della CLE dell’Ambito Territoriale, viene individuato il grafo ottimale, cioè la rete delle strutture (nodi) e delle infrastrutture di collegamento (archi) essenziali per la gestione dell’emergenza sismica. Non è infatti sufficiente sapere quali siano gli edifici strategici: è fondamentale che essi siano collegati tra loro e raggiungibili. Per questo motivo, il modello considera anche la lunghezza dei tragitti, i tempi di percorrenza, la probabilità che le strade siano utilizzabili dopo un terremoto.

La pericolosità sismica del territorio compreso in ciascun Ambito Territoriale Ottimale viene calcolata tenendo conto della pericolosità di base e della pericolosità locale. La prima prende in considerazione lo scuotimento sismico su un terreno rigido, a partire da magnitudo e distanza dall’epicentro. La seconda, condotta attraverso studi di Microzonazione Sismica, analizza il modo in cui le caratteristiche del terreno (geologia, presenza di pendii, terreni sabbiosi, ecc.) possono amplificare l’azione sismica, valutando anche la presenza di fenomeni “cosismici”, come frane e liquefazioni.

Per valutare la tenuta del sistema in caso di terremoto, si analizza la vulnerabilità sismica degli edifici strategici. A tale scopo, si utilizzano “curve di fragilità”, ricavate attraverso indagini statistiche, che stimano la probabilità che un edificio raggiunga determinati livelli di danno al crescere dell’intensità del terremoto. Nell’analisi si considerano gli edifici strategici e i cosiddetti “edifici interferenti”, cioè quegli edifici che, in caso di crollo, potrebbero bloccare le strade di collegamento.

Tutti i dati raccolti vengono integrati per determinare un Indice di operatività dell’Ambito Territoriale Ottimale, che misura quanto il sistema delle strutture e infrastrutture essenziali sarà in grado di funzionare dopo un terremoto. L’indice permette di confrontare diversi territori, individuare punti deboli, stabilire priorità di intervento, valutare costi e benefici degli investimenti.

Il progetto non si limita all’analisi tecnica, ma intende fornire strumenti concreti per sostenere Regioni, Province e Comuni nel miglioramento della sicurezza sismica. Per un campione definito di Ambiti Territoriali, saranno simulati, a titolo di esempio, piani di intervento volti a incrementare l’Indice di operatività, con la valutazione delle risorse economiche necessarie.

Infine, verrà realizzato, per ciascuna Regione, un Atlante sismico regionale. Uno strumento divulgativo a disposizione dei territori, che intende illustrare metodologie e risultati delle attività di progetto: dal modello organizzativo basato sugli Ambiti Territoriali al miglioramento dell’operatività del sistema di gestione dell’emergenza.